La necessità di uno sguardo radicale a Prato

Quanto serve oggi uno sguardo radicale? Quanto serve oggi uno sguardo radicale a livello locale? Queste sono domande quotidiane per chi come me in questa visione del mondo – da sempre minoritaria – si riconosce. Visione magari povera di mezzi e povera di voti, ma altrettanto ricca di idee e di lotte: liberali, libertarie, federaliste, antiproibizioniste, laiche, nonviolente e transpartitiche. E ogni giorno che passa non riesco a darmi risposta diversa dal “sì, servono”, con quella forza che non ha un qualcosa di auspicabile ma soltanto un qualcosa di estremamente necessario.

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Stati Uniti d’Europa: o si rilancia o si muore

Sono giorni molto difficili quelli che stiamo vivendo. L’emergenza coronavirus sta creando quelle condizioni sociali, politiche e culturali perfette per la propaganda sovranista, che non si è fatta attendere. Sono bastate le affermazione di Christine Lagarde (infelici nei tempi e nei modi, ma sui contenuti servirebbe un’approfondita discussione perché per me dice una verità amara e difficile da accettare) per rimettere in moto la macchina da guerra che fino a qualche mese fa aveva come unica ossessione quella dei migranti. Con quel “non è compito nostro livellare gli spread, ci sono altri strumenti ed altri soggetti per occuparsi di questi temi”, la presidentessa della BCE si è attirata, nel giro di poco, le antipatie di mezzo mondo.

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